Dopo la crisi globale del 2008 sta cambiando il modo di proteggere il proprio patrimonio. E poi c’è sempre lo spettro di quel prelievo forzoso che nel 1992…

Un diamante è per sempre… ma un investimento? Investire in diamanti non avrà forse l’appeal del celebre slogan che contribuì a rendere ancora più celebre un brand prestigioso come De Beers, ma può essere una scelta davvero vantaggiosa, specie in periodi di incertezza economica come quello attuale.

Non a caso, i diamanti da investimento sono considerati uno dei beni rifugio per eccellenza. Quello che è evidente è che si tratta di un prodotto con un alto valore intrinseco, che non perde valore a seguito di un incremento del livello generale dei prezzi. In sostanza, le quotazioni dei diamanti hanno, in genere, la tendenza a salire in modo costante con un tasso di crescita superiore a quello dell’inflazione.

Per questo, l’investimento in diamanti è considerato particolarmente adatto alla protezione del capitale più che ad un fine speculativo.

Ma perché scegliere di investire in diamanti? I motivi possono essere diversi. Sono soprattutto i numeri ad indicare questa tendenza: il trend degli ultimi anni ci svela che il mercato dei diamanti per investimento sta crescendo in modo costante. Anche perché i diamanti crescono da sempre di più di un punto oltre l’inflazione e non sono soggetti a fluttuazioni.

Di certo c’è che la crisi finanziaria, a partire dal 2008 ha spinto sempre più persone a diversificare i propri investimenti con un atteggiamento più lungimirante. E, sebbene sempre più persone si stiano orientando verso questo tipo di investimento, quello dei diamanti è ancora un mercato relativamente di nicchia, quindi non saturo.

Mai più 11 luglio 1992. Quella dell’11 luglio 992, una data che è tristemente famosa e che è rimasta ben impressa nella mente (e nelle tasche) di tutti gli italiani. L’allora Premier, Giuliano Amato, autorizzò un prelievo forzoso del 6 per mille dai conti correnti bancari degli italiani per sanare quella che definì: “Una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica”.

Uno choc che si è ripetuto a Cipro nel 2013 e il cui spettro si aggira minaccioso tra i paesi europei che più stanno pagando il prezzo di questa lunga crisi economica. Investire in diamanti, significa scongiurare il rischio di un prelievo forzoso.

Ci sono poi una serie di vantaggi pratici e fiscali che riguardano gli investimenti in diamanti: sono esenti da tasse e anche dall’obbligo di denuncia di successione, ma c’è soprattutto un altro aspetto che è bene considerare, da quasi vent’anni non si trovano nuove miniere.

Può sembrare scontato, ma si tratta di una questione di centrale importanza. I diamanti sono ormai quasi impossibili da trovare. Si stima che dal 2000, sono stati spesi circa 7 miliardi di dollari per campagne esplorative, ma senza risultati rilevanti.

Ciò che tutti sappiamo, ovvero che i diamanti sono un bene raro e in esaurimento, è una garanzia per chi opta per questo tipo d’investimento. Infatti, i diamanti sono destinati almeno a mantenere il proprio valore nel tempo ed anzi, negli ultimi anni abbiamo assistito ad una rivalutazione.

Insomma, investire in diamanti può rappresentare la scelta vincente per chi intende diversificare i propri investimenti e proteggere il proprio patrimonio.

Per qualcuno la crisi economica è già alle spalle, per altri finirà presto mentre c’è chi ancora non vede la luce in fondo al tunnel. Difficile prevedere cosa succederà sui mercati tra qualche mese, l’unica cosa certa è che i risparmiatori italiani più accorti e responsabili devono cercare di farsi trovare preparati.

Lasciare il proprio patrimonio nei depositi bancari significa esporlo a nuove tasse e balzelli, mentre la storia, anche recente, sconsiglia avventurarsi in investimenti spericolati (tipo bond argentini).

Diversificare i propri investimenti è dunque la strada giusta, perché non farlo in sicurezza e tranquillità acquistando beni rifugio come i diamanti da investimento?


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